Mentre le tre principali agenzie di rating declassavano l'Italia, il premier partecipava alla festa di compleanno dell'amico Putin e si lanciava in una campagna mediatica di rincorsa dei voti perduti al grido di "Forza Gnocca". Se la situazione del nostro Paese non fosse così grave, verrebbe quasi da riderci su, come faceva Corrado Guzzanti anni fa, vi ricordate? "E sforza Italia...le gocce da prendere..." in un'impareggiabile parodia dell'inno più martellante della storia. Però erano altri tempi e le persone riuscivano ad arrivare ancora a fine mese, per cui perdonavano al premier i suoi agganci col mafioso Mangano, gli innumerevoli processi che lo coinvolgevano e perfino le leggi ad personam. Ora, invece, la fotografia della nostra società è ben diversa. Chiudono le aziende, grandi o piccole che siano, chiude Irisbus, i genitori devono compensare con soldi propri i tagli che vengono effettuati ogni anno alla scuola pubblica e il popolo delle partite Iva ha raggiunto quota un milione e mezzo nei giovani. Nel mondo capitalistico la partita Iva avrebbe dovuto rappresentare la massima ambizione raggiungibile, quella posizione di lavoratore libero e indipendente che si confà al modello del "più lavoro, più guadagno". Invece no: sono tutti designer, architetti, ingegneri e chi più ne ha più ne metta, che svolgono il ruolo di lavoratore dipendente, con tanto di cartellino da timbrare, per 1.200 euro al mese se va bene, a cui devono aggiungere l'onere di pagarsi l'INPS e le tasse sul lavoro. O così o niente. Prendere o lasciare. Difatti i giovani prendono, sanno che ora come ora avere un posto di lavoro è un privilegio, seppur gratuito, o mal pagato, o sfruttato. Questa classe politica ci ha rubato il futuro, le pensioni, il diritto ad avere un contratto di lavoro decente, ad avere la maternità retribuita e la possibilità di accendere un mutuo denza l'intervento dei genitori. I giovani si devono organizzare, devono scendere in piazza il 15 ottobre e gridare con tutta la forza che hanno i loro diritti fondamentali. Il diritto allo studio e al lavoro, così come previsto dalla nostra Costituzione. Bisogna che questo governo di nani e ballerine lasci il posto a persone più serie e più oneste. E questo deve accadere prima che firmino il DDL Intercettazioni e la prescizione breve. Ci riprovano, ci riproveranno sempre, perché l'unico interesse di Berlusconi è Berlusconi stesso. Ma, ancora una volta, scendiamo in piazza per dire NO ALLA LEGGE BAVAGLIO. Noi cittadini, noi uomini, noi donne, noi giovani, vogliamo essere informati. Fermiamo questo scempio.
"Ci vuole cultura e struttura. Ci vuole un’organizzazione, radicata e flessibile, giovane e coraggiosa: un soggetto politico che si metta in rete con tutte le esperienze innovative, e che tessa il filo delle idee e delle passioni autentiche. " (dal Manifesto fondativo di Sinistra Ecologia Libertà)
martedì 11 ottobre 2011
venerdì 23 settembre 2011
SULL'ORLO DEL BARATRO
Gli attori principali di questa tragica "estate del debito" - come da molti è stata definita - sono stati la politca dei governi di USA ed Eurolandia da una parte e la politica delle Banche Centrali. Già solo questo dovrebbe far pensare, appare infatti assolutamente normale parlare di politica anche quando non è piu un governo ad occuparsene.
Oggi i cittadini che hanno investito i loro risparmi acquistando parte dell'enorme debito italiano tramite i titoli di stato si stanno facendo delle domande molto serie riguardo la possibilità di una sua possibile insolvenza, cosa che fino a qualche mese fa era considerata nemmeno immaginabile.
Sempre questi cittadini, oggi piu informati di ieri "grazie" ai tragici eventi della crisi del 2008 che hanno fatto scattare parecchi campanelli di allarme, possono sapere quanto devono preoccuparsi grazie ad alcuni valori che il mondo della finanza ci mette a disposizione come lo spread, e l'andamento dei principali indici economico finanziari.
Spieghiamoli brevemente: un paese se ha bisogno di soldi li chiede facendo dei debiti ovvero emettendo dei titoli di debito (titoli di stato) come i BOT e i BTP. Ora questi titoli di stato possono essere acquistati da chiunque: privati cittadini, altri stati, banche, fondi pensione, speculatori ecc.. e tutte queste persone avranno diritto a degli interessi per il fatto di aver prestato i soldi allo stato. Ora il rapporto fra queste persone e lo stato è il libero mercato (in questo caso si tratta del mercato obbligazionario) e maggiore sarà la tranquillità dei creditori, minore sarà il tasso di interesse che lo stato dovrà pagare, perchè tanto tutti sono convinti che quewsti soldi verrano restituiti e questo basso rischio percepito permette allo stato di pagare pochi interessi, tanto il suo debito verrà comprato lo stesso.
Ora, questo è il caso di paesi come la Germania e la Svizzera.
Questi stati, debitori sono percepiti come sicuri, e i loro tassi di interesse sono il termine di paragone per tutti gli altri. Chi deve pagare (come tassi di interesse) solo poco di piu rispetto a loro per piazzare sul mercato i loro debiti può ritenersi credibile agli occhi del mercato stesso, chi invece deve pagare molto, sicuramente è costretto a farlo perchè è percepito come poco affidabile. Questo - purtroppo - è il nostro caso: il nostro spread è molto alto, meno alto della Grecia, ma piu alto della Spagna ad esempio.
Ora tutto questo ha due motivazioni principali: la prima è che negli ultimi 10 anni siamo costantemente fra i paesi che crescono meno al mondo, la seconda è legata alla prima, ovvero se cresciamo cosi poco quali sono le risposte immediate da parte del governo? Proprio su quest'ultimo punto l'europa tutta ha dimostrato di dare delle risposte sbagliate e tardive: tasse e rigore, mentre i mercati si aspettavano crescita e sviluppo. Ma il motivo è presto detto: gli introiti delle tasse sono dimostrabili e certi, lo sviluppo è solo un'ipotesi, non dimostrabile e non vendibile ad un mercato che non ha piu fiducia.
Purtroppo quindi, a causa di una politica nazione debole, appesantita dal malcostume e dalla corruzione, siamo costretti a pagare sempre piu tasse per tamponare le falle della politica, i soccorsi delle banche centrali ci hanno salvato per un paio di mesi, ora siamo dinuovo con uno spread insostenibile e con un'immagine nel mondo altrettanto imbarazzante.
Chi è sopravvisuuto alla crisi ha abbassato le tasse e ha alleggerito la macchina statale, noi abbiamo fatto il contrario, perchè dovevamo tenere - come dice tremonti - i conti in ordine, oggi il tappo sta saltando e siamo stati declassati dalle agenzie di rating perchè le manovre di emergenza tagliano le gambe al ceto medio basso, e soprattutto strozzano la piccola imprenditoria su cui questo pese si fonda, non sorprende che quindi oltre al declassamento ci sia un outlook negativo da parte di Standard and Poors e Moody's per il nostro futuro.
La storia non insegna nulla a quanto si evince: sebbene i segnali che arrivano al governo dai mercati e dal mondo siano sempre gli stessi da almeno 10 anni, essi vengono costantemente ignorati per un'attenzione al proprio "particulare" che lascia la propolazione dapprima allibita e poi furibonda.
A fare da stampella a questo sistema ci sono i cosiddetti aiuti delle banche centrali, la BCE, e la FED, che immettono valanghe liquidità nel sistema, drogando letteralmente le quotazioni di titoli di stato ed azioni, sorreggendo chi di fatto è già fallito come la Grecia e chi è sull'orlo del precipizio come l'Italia e la Spagna. Ma il doping finanziario è ben poca cosa al confronto della forza propulsiva che potrebbero sprigionare quel mare di piccole e medie imprese che oggi sono costrette a fuggire in Svizzera, ma d'altronde, gli stati che dovrebbero fallire sono sorretti, e le imprese che dovrebbero essere sorrette sono lasciate fallire, e anzi affossate ancora di piu da questa manovra finanziaria, sembra proprio che la bilancia da noi penda sempre dalla parte sbagliata, non solo quella economica, ma anche quella della giustizia.
Oggi i cittadini che hanno investito i loro risparmi acquistando parte dell'enorme debito italiano tramite i titoli di stato si stanno facendo delle domande molto serie riguardo la possibilità di una sua possibile insolvenza, cosa che fino a qualche mese fa era considerata nemmeno immaginabile.
Sempre questi cittadini, oggi piu informati di ieri "grazie" ai tragici eventi della crisi del 2008 che hanno fatto scattare parecchi campanelli di allarme, possono sapere quanto devono preoccuparsi grazie ad alcuni valori che il mondo della finanza ci mette a disposizione come lo spread, e l'andamento dei principali indici economico finanziari.
Spieghiamoli brevemente: un paese se ha bisogno di soldi li chiede facendo dei debiti ovvero emettendo dei titoli di debito (titoli di stato) come i BOT e i BTP. Ora questi titoli di stato possono essere acquistati da chiunque: privati cittadini, altri stati, banche, fondi pensione, speculatori ecc.. e tutte queste persone avranno diritto a degli interessi per il fatto di aver prestato i soldi allo stato. Ora il rapporto fra queste persone e lo stato è il libero mercato (in questo caso si tratta del mercato obbligazionario) e maggiore sarà la tranquillità dei creditori, minore sarà il tasso di interesse che lo stato dovrà pagare, perchè tanto tutti sono convinti che quewsti soldi verrano restituiti e questo basso rischio percepito permette allo stato di pagare pochi interessi, tanto il suo debito verrà comprato lo stesso.
Ora, questo è il caso di paesi come la Germania e la Svizzera.
Questi stati, debitori sono percepiti come sicuri, e i loro tassi di interesse sono il termine di paragone per tutti gli altri. Chi deve pagare (come tassi di interesse) solo poco di piu rispetto a loro per piazzare sul mercato i loro debiti può ritenersi credibile agli occhi del mercato stesso, chi invece deve pagare molto, sicuramente è costretto a farlo perchè è percepito come poco affidabile. Questo - purtroppo - è il nostro caso: il nostro spread è molto alto, meno alto della Grecia, ma piu alto della Spagna ad esempio.
Ora tutto questo ha due motivazioni principali: la prima è che negli ultimi 10 anni siamo costantemente fra i paesi che crescono meno al mondo, la seconda è legata alla prima, ovvero se cresciamo cosi poco quali sono le risposte immediate da parte del governo? Proprio su quest'ultimo punto l'europa tutta ha dimostrato di dare delle risposte sbagliate e tardive: tasse e rigore, mentre i mercati si aspettavano crescita e sviluppo. Ma il motivo è presto detto: gli introiti delle tasse sono dimostrabili e certi, lo sviluppo è solo un'ipotesi, non dimostrabile e non vendibile ad un mercato che non ha piu fiducia.
Purtroppo quindi, a causa di una politica nazione debole, appesantita dal malcostume e dalla corruzione, siamo costretti a pagare sempre piu tasse per tamponare le falle della politica, i soccorsi delle banche centrali ci hanno salvato per un paio di mesi, ora siamo dinuovo con uno spread insostenibile e con un'immagine nel mondo altrettanto imbarazzante.
Chi è sopravvisuuto alla crisi ha abbassato le tasse e ha alleggerito la macchina statale, noi abbiamo fatto il contrario, perchè dovevamo tenere - come dice tremonti - i conti in ordine, oggi il tappo sta saltando e siamo stati declassati dalle agenzie di rating perchè le manovre di emergenza tagliano le gambe al ceto medio basso, e soprattutto strozzano la piccola imprenditoria su cui questo pese si fonda, non sorprende che quindi oltre al declassamento ci sia un outlook negativo da parte di Standard and Poors e Moody's per il nostro futuro.
La storia non insegna nulla a quanto si evince: sebbene i segnali che arrivano al governo dai mercati e dal mondo siano sempre gli stessi da almeno 10 anni, essi vengono costantemente ignorati per un'attenzione al proprio "particulare" che lascia la propolazione dapprima allibita e poi furibonda.
A fare da stampella a questo sistema ci sono i cosiddetti aiuti delle banche centrali, la BCE, e la FED, che immettono valanghe liquidità nel sistema, drogando letteralmente le quotazioni di titoli di stato ed azioni, sorreggendo chi di fatto è già fallito come la Grecia e chi è sull'orlo del precipizio come l'Italia e la Spagna. Ma il doping finanziario è ben poca cosa al confronto della forza propulsiva che potrebbero sprigionare quel mare di piccole e medie imprese che oggi sono costrette a fuggire in Svizzera, ma d'altronde, gli stati che dovrebbero fallire sono sorretti, e le imprese che dovrebbero essere sorrette sono lasciate fallire, e anzi affossate ancora di piu da questa manovra finanziaria, sembra proprio che la bilancia da noi penda sempre dalla parte sbagliata, non solo quella economica, ma anche quella della giustizia.
mercoledì 7 settembre 2011
Il fantasma nero dell'Europa
Il mese del luglio 2011 sarà ricordato da tutti per la terribile strage compiuta nell'isola di Utoya in cui hanno perso la vita 67 ragazzi per mano del 32enne norvegese Breivik. Questo delitto è stato prontamente etichettato come il "il gesto di un pazzo, di un folle". La salute mentale dell'assassino sarà giudicata da esperti psichiatri, per ora l'unico fatto certo è che si tratta di un reato politico. I ragazzi erano tutti appartenenti alla gioventù del partito laburista norvegese e Breivik è un ultra-conservatore. La sola colpa delle vittime, per stessa ammissione di Breivik, era quella di rappresentare la futura classe dirigente di centro-sinistra. Breivik non poteva tollerare di vivere in un Paese in cui eterosessuali e gay avessero gli stessi diritti, in cui fosse possibile l'integrazione degli immigrati e in cui si realizzasse la parità fra uomo e donna. Breivik appartiene a quel movimento di estrema destra che sta prendendo sempre più piede in Europa; sono razzisti, xenofobi, omofobi, antisemiti e ultra-cattolici. Legittimano la difesa delle tradizioni culturali e religiose con qualunque mezzo e in qualunque modo. L'eco del mito della razza pura ritorna con forza nei loro manifesti. Ma la politica italiana sembra non curarsi di questo fenomeno dilagante, tanto che nessuno si è sentito in dovere di prendere le distanze dalla idee che Breivik proponeva nel suo manoscritto. Putroppo l'unico che è entrato nel merito delle questioni poste dall'assassino è stato Borghezio ("Molte delle idee di Breivik sono buone, alcuna addirittura ottime"). Per il resto il nulla totale. Nessuno che si sia alzato in piedi per dire con forza che queste idee non rappresentano nessuno, nemmeno le frange più estreme. Perfino Marine LePen non ha sentito l'obbligo si scusarsi quando ha accusato "i soliti terroristi islamici" della strage. Questi dati sono preoccupanti. Significa che stiamo abituandoci ad ascoltare proposte politiche sempre più aberranti, dal ritorno delle donne dietro ai fornelli alla cacciata dei Rom dalla Francia. Stiamo attenti, perché certe idee cavalcano la paura della popolazione, già aggravata dalla pesante situazione economica, e si insinuano nel tessuto sociale destabilizzando la convivenza pacifica tra cittadini. La lampante dimostrazione è il costante aumento di episodi violenti a scapito di omosessuali e stranieri. La politica, prima o poi, dovrà scontrarsi con il fenomeno dell'estrema destra e ci auguriamo che tutte le parti convergano sulla condanna di queste idee grette e ottuse. Purtroppo di questo dubitiamo, dal momento che alcuni membri del governo rinunciano ai festeggiamenti del 2 giugno per ascoltare a casa propria i discorsi del Duce.
Quello che vi chiediamo è di lottare tutti i giorni per costruire una società in cui non conti l'appartenenza religiosa, il colore della pelle, l'etnia di appartenenza, il genere e le preferenze sessuale. Ognuno di noi ha il diritto di essere se stesso senza dover subire discriminazioni. Nessun episodio di violenza può essere di nuovo accettato. Lavoriamo insieme per costruire una società più giusta, più libera, più tollerante e multiculturale.
Ma soprattutto restiamo umani.
Quello che vi chiediamo è di lottare tutti i giorni per costruire una società in cui non conti l'appartenenza religiosa, il colore della pelle, l'etnia di appartenenza, il genere e le preferenze sessuale. Ognuno di noi ha il diritto di essere se stesso senza dover subire discriminazioni. Nessun episodio di violenza può essere di nuovo accettato. Lavoriamo insieme per costruire una società più giusta, più libera, più tollerante e multiculturale.
Ma soprattutto restiamo umani.
giovedì 7 luglio 2011
Fiaccolata NO TAV
Il circolo di SEL Collegno parteciperà domani sera alla fiaccolata di solidarietà al movimento NO TAV, in questi giorni ingiustamente accusato di violenze e aggressioni a carico delle forze dell'ordine. La manifestazione partirà domani sera, venerdì 8 luglio, alle ore 21.00 da piazza Arbarello a Torino. Invitiamo caldamente tutti i compagni a prenderne parte e riportiamo qui di seguito le motivazioni culturali del movimento NO TAV:
I sottoscritti, cittadini ed esponenti indipendenti di quell’area politico-culturale che ancora si indica come sinistra, sentono il bisogno di esprimere il loro sconcerto rispetto al livello del dibattito apertosi, sopratutto tra le forze che dovrebbero costruire l’alternativa, all’indomani della manifestazione No Tav di Chiomonte. La maggior parte dell’opinione pubblica italiana ad oggi ignora che domenica in Val di Susa si è svolta la più grande manifestazione popolare di opposizione ad un opera pubblica nella storia della nostra Repubblica. Decine di migliaia di donne e uomini, abitanti della Valle e proveniente da tutto il paese, si sono ritrovate unite, pur nella diversità di ideologia, per dire un no deciso all’esecuzione “con pilota automatico” di un’opera pubblica concepita in un momento storico-politico quanto mai lontano da quello attuale. Un’opera faraonica, figlia di un modello di sviluppo energivoro e superato, per la quale non ci sono i fondi, e che certamente infliggerebbe un’inaudita sofferenza alla popolazione della Val di Susa. La grande crisi economica del 2008 e la campagna referendaria contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua costituiscono cambiamenti “al contorno” che indicano la necessità di invertire la rotta rispetto a un consenso bipartisan (quel famigerato Washington Consensus) che non è più in grado di proporre un modello di sviluppo sostenibile ed accettabile. La vertenza della Valle di Susa contro la TAV e il grande consenso popolare che è stata capace di raggiungere in tutto il paese mostrano come la sensibilità per i beni comuni, categoria politico-giuridica feconda e di grande significato, sia stata capace di conquistare l’egemonia del Paese come dimostra l’esito referendario. Esiste oggi un discrimine fra chi sostiene che un diverso mondo, basato sul pieno riconoscimento dei beni comuni, è possibile e chi, per incapacità culturale di interpretare il cambiamento della società, si trincera dietro un decisionismo autoritario che, lungi dall’essere realista, appare, nell’attuale situazione economica ed ecologica, sempre più velleitario. Chi si candida a guidare l’Italia del dopo Berlusconi cercando i voti del popolo della sinistra deve farsi una ragione di questo cambio di sensibilità del popolo sovrano e saperlo interpretare politicamente. Al di là ed oltre importanza di accertare ogni responsabilità per gli atti violenti in tutte le sedi istituzionali a ciò deputate, Interpretare i fatti della Val di Susa nella mera logica dell’ordine pubblico, per isolare le forze politiche più sensibili alla necessità di affrontare radicalmente la crisi e l’alternativa con un grande piano di ecologia del territorio, costituisce un errore politico gravissimo che fa soltanto il gioco della destra e rischia di contribuire a ridurre gli spazi di libertà e di protesta di cui deve nutrirsi ogni democrazia sopratutto nell’incertezza della crisi. Questo nostro appello invita le forze politiche che vorranno accoglierlo ad organizzare per Venerdì 8 luglio alle ore 21 una grande fiaccolata per rappresentare il movimento del bene comune da Piazza Arbarello a Piazza Vittorio. Giorgio Airaudo (Segr. Naz. Fiom) , Ugo Mattei (Giurista Ord Univ To), Livio Pepino (Magistrato), Marco Revelli (Storico Ord Piermonte Orientale), Alfio Mastropaolo (Politologo Ord. Unv To), Elisabetta Grande (Giurista Ord. Piemonte Orientale), Guido Viale (Economista), Guido Ortona (Economista Ord Unv Piemonte Orientale), Michele Curto (Capogruppo Sel Città Torino) Paolo Hutter (giornalista) Federico Bellono (Segr.Fiom Torino), Massimo Zuchetti (Fisico Nucleare, Ord. Politecnico), Tony Manigrasso (Segr.Naz.le Partito Umanista), Angelo Tartaglia (Ingegnere, Ord. Politecnico), Monica Frassoni (Pres.Verdi Europei), Luca Mercalli (Pres. società metereologica italiana), Luciano Pregnolato (Lavoro e Libertà) |
martedì 28 giugno 2011
Un appello per la pace
E’ di ieri sera, a poche ore dall’inizio della violenta azione delle forze dell’ordine, l’appello “FERMATEVI – Un appello alle istituzioni e alla politica” lanciato da un gruppo di intellettuali italiani - i cui primi fimatari sono Paolo Beni, il prof. Marcello Cini, Luigi Ciotti, Beppe Giulietti, il segretario della Fiom Maurizio Landini, Alberto Lucarelli, il prof. Ugo Mattei, Luca Mercalli, Giovanni Palombarini, Valentino Parlato, Livio Pepino, Carlo Petrini, Rita Sanlorenzo, Giuseppe Sergi, Alex Zanotelli – sulla Tav in Piemonte.
Nichi Vendola e i componenti della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ hanno deciso di sottoscrivere l’appello, e invitano i propri militanti e le altre forze politiche a sottoscrivere questo appello . “Non possiamo accettare - afferma Sel – che la linea ferrovia Torino-Lione venga derubricata a questione di mero ordine pubblico. Quando il dialogo lascia lo spazio all’ uso della forza, la politica perde la sua autorevolezza, la sua funzione. L’uso della forza da parte del governo Berlusconi e’ il segnale di un arretramento inaccettabile rispetto all’esigenza della partecipazione democratica. Le forze politiche che si rifanno alla democrazia non possono legittimare l’uso di qualsiasi forma di repressione violenza”
ECCO IL TESTO DELL’APPELLO:
I referendum del 12 e 13 giugno hanno cambiato lo scenario politico ponendo al centro dell’attenzione pubblica i beni comuni e il bene comune. Di fronte a noi – ai milioni di donne e uomini che hanno contribuito al successo referendario – sta ora l’obiettivo di costruire una agenda politica in grado di mettere in campo un nuovo progetto di societa’, di sviluppo e di partecipazione democratica. Di questa prospettiva c’e’ oggi un banco di prova non eludibile: lo scontro tra istituzioni e popolazione locale sull’inizio dei lavori di costruzione, in Val Susa, di un cunicolo esplorativo in funzione preparatoria del tunnel di 54 km per la progettata linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione. Per superare la situazione di stallo determinata da tale scontro si prospetta un intervento di polizia (o addirittura militare) che rimuova le resistenze in atto. Sarebbe una soluzione sbagliata e controproducente. Ci possono essere opinioni diverse sulla necessità di potenziare il trasporto ferroviario nell’area e sulle relative modalità ma una cosa è certa. La costruzione della linea ad alta capacità Torino-Lione (e delle opere ad essa funzionali) non e’ una questione (solo) locale e l’opposizione delle popolazioni interessate non e’ un semplice problema di ordine pubblico. Si tratta, al contrario, di questioni fondamentali che riguardano il nostro modello di sviluppo e la partecipazione democratica ai processi decisionali.
Per questo, unendoci ai diversi appelli che si moltiplicano nel Paese, chiediamo alla politica e alle istituzioni un gesto di razionalita’: si sospenda l’inizio dei lavori e si apra un ampio confronto nazionale (sino ad oggi eluso) su opportunita’, praticabilità e costi dell’opera e sulle eventuali alternative. In un momento di grave crisi economica e di rinnovata attenzione ai beni comuni riesaminare senza preconcetti decisioni assunte venti anni fa e’ segno non di debolezza ma di responsabilità e di intelligenza politica.
Paolo Beni, Marcello Cini, Luigi Ciotti, Beppe Giulietti, Maurizio Landini, Alberto Lucarelli, Ugo Mattei, Luca Mercalli, Giovanni Palombarini, Valentino Parlato, Livio Pepino, Carlo Petrini, Rita Sanlorenzo, Giuseppe Sergi, Alex Zanotelli
Nichi Vendola e i componenti della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’ hanno deciso di sottoscrivere l’appello, e invitano i propri militanti e le altre forze politiche a sottoscrivere questo appello . “Non possiamo accettare - afferma Sel – che la linea ferrovia Torino-Lione venga derubricata a questione di mero ordine pubblico. Quando il dialogo lascia lo spazio all’ uso della forza, la politica perde la sua autorevolezza, la sua funzione. L’uso della forza da parte del governo Berlusconi e’ il segnale di un arretramento inaccettabile rispetto all’esigenza della partecipazione democratica. Le forze politiche che si rifanno alla democrazia non possono legittimare l’uso di qualsiasi forma di repressione violenza”
ECCO IL TESTO DELL’APPELLO:
I referendum del 12 e 13 giugno hanno cambiato lo scenario politico ponendo al centro dell’attenzione pubblica i beni comuni e il bene comune. Di fronte a noi – ai milioni di donne e uomini che hanno contribuito al successo referendario – sta ora l’obiettivo di costruire una agenda politica in grado di mettere in campo un nuovo progetto di societa’, di sviluppo e di partecipazione democratica. Di questa prospettiva c’e’ oggi un banco di prova non eludibile: lo scontro tra istituzioni e popolazione locale sull’inizio dei lavori di costruzione, in Val Susa, di un cunicolo esplorativo in funzione preparatoria del tunnel di 54 km per la progettata linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione. Per superare la situazione di stallo determinata da tale scontro si prospetta un intervento di polizia (o addirittura militare) che rimuova le resistenze in atto. Sarebbe una soluzione sbagliata e controproducente. Ci possono essere opinioni diverse sulla necessità di potenziare il trasporto ferroviario nell’area e sulle relative modalità ma una cosa è certa. La costruzione della linea ad alta capacità Torino-Lione (e delle opere ad essa funzionali) non e’ una questione (solo) locale e l’opposizione delle popolazioni interessate non e’ un semplice problema di ordine pubblico. Si tratta, al contrario, di questioni fondamentali che riguardano il nostro modello di sviluppo e la partecipazione democratica ai processi decisionali.
Per questo, unendoci ai diversi appelli che si moltiplicano nel Paese, chiediamo alla politica e alle istituzioni un gesto di razionalita’: si sospenda l’inizio dei lavori e si apra un ampio confronto nazionale (sino ad oggi eluso) su opportunita’, praticabilità e costi dell’opera e sulle eventuali alternative. In un momento di grave crisi economica e di rinnovata attenzione ai beni comuni riesaminare senza preconcetti decisioni assunte venti anni fa e’ segno non di debolezza ma di responsabilità e di intelligenza politica.
Paolo Beni, Marcello Cini, Luigi Ciotti, Beppe Giulietti, Maurizio Landini, Alberto Lucarelli, Ugo Mattei, Luca Mercalli, Giovanni Palombarini, Valentino Parlato, Livio Pepino, Carlo Petrini, Rita Sanlorenzo, Giuseppe Sergi, Alex Zanotelli
SEL e la TAV
Care compagne e cari compagni,
in seguito agli avvenimenti di ieri sentiamo il bisogno di ribadire, seguendo la linea della segreteria nazionale, il nostro sostegno per la lotta non violenta, vera espressione di democrazia. Crediamo sia nell'interesse di tutti aprire urgentemente un tavolo di trattativa tra i sindaci dei Paesi interessati e il governo, ma l'impiego sempre più massiccio della forze dell'ordine contro il movimento no-Tav ci allarma e ci preoccupa.
Il circolo SEL Collegno
in seguito agli avvenimenti di ieri sentiamo il bisogno di ribadire, seguendo la linea della segreteria nazionale, il nostro sostegno per la lotta non violenta, vera espressione di democrazia. Crediamo sia nell'interesse di tutti aprire urgentemente un tavolo di trattativa tra i sindaci dei Paesi interessati e il governo, ma l'impiego sempre più massiccio della forze dell'ordine contro il movimento no-Tav ci allarma e ci preoccupa.
Il circolo SEL Collegno
SEL condanna l’uso della violenza, che si sta sostituendo progressivamente alla gestione politica della questione TAV. Stigmatizza il massiccio utilizzo delle forze dell’ordine nella Valle di Susa.
Sostieniamo la richiesta dei sindaci dei comuni coinvolti dall’opera di convocare urgentemente un tavolo politico con il Governo.
Chiediamo che finalmente venga elaborato un serio piano trasportistico nazionale che colga le reali priorità verso cui indirizzare gli investimenti. In particolare va affrontato il nodo di Torino con la realizzazione della cintura ferroviaria per le merci e con un’efficiente mobilità per i treni passeggeri, con particolare attenzione al trasporto dei pendolari.
Ribadiamo la necessità di ripensare il progetto dal nodo torinese, vero elemento di novità che rappresenterebbe la volontà di rispondere ai due fondamentali punti espressi dalle istituzioni della valle: verificare l’effettivo utilizzo della linea ferroviaria rinnovata, impedire la cantierizzazione della Valle di Susa per i prossimi vent’anni, evitando oggi interventi inutili ai fini progettuali.
Coordinamento SEL Torino e Coordinamento SEL Piemonte
Sostieniamo la richiesta dei sindaci dei comuni coinvolti dall’opera di convocare urgentemente un tavolo politico con il Governo.
Chiediamo che finalmente venga elaborato un serio piano trasportistico nazionale che colga le reali priorità verso cui indirizzare gli investimenti. In particolare va affrontato il nodo di Torino con la realizzazione della cintura ferroviaria per le merci e con un’efficiente mobilità per i treni passeggeri, con particolare attenzione al trasporto dei pendolari.
Ribadiamo la necessità di ripensare il progetto dal nodo torinese, vero elemento di novità che rappresenterebbe la volontà di rispondere ai due fondamentali punti espressi dalle istituzioni della valle: verificare l’effettivo utilizzo della linea ferroviaria rinnovata, impedire la cantierizzazione della Valle di Susa per i prossimi vent’anni, evitando oggi interventi inutili ai fini progettuali.
Coordinamento SEL Torino e Coordinamento SEL Piemonte
mercoledì 1 giugno 2011
Segreteria del Circolo
Care compagne e cari compagni,
è convocata la segreteria di SEL Collegno per il giorno martedi 7 giugno alle ore 21.00, segreteria da svolgersi unitamente ai compagni eletti nei comitati di quartiere.
E' altresì pronta la convocazione per l'attivo degli iscritti del mese di giugno, che si svolgerà il giorno giovedi 16 giugno alle ore 21.00, sui temi urbanistici dello sviluppo del territorio.
Il Circolo SEL Collegno
è convocata la segreteria di SEL Collegno per il giorno martedi 7 giugno alle ore 21.00, segreteria da svolgersi unitamente ai compagni eletti nei comitati di quartiere.
E' altresì pronta la convocazione per l'attivo degli iscritti del mese di giugno, che si svolgerà il giorno giovedi 16 giugno alle ore 21.00, sui temi urbanistici dello sviluppo del territorio.
Il Circolo SEL Collegno
Referendum del 12-13 giugno
Care compagne e cari compagni,
oggi la Cassazione ha riconosciuto ai cittadini il diritto di scegliere se puntare sull'energia nucleare o sulle energie rinnovabili, se privatizzare il commercio dell'acqua e se esistano dei cittadini al di sopra della legge. Invitiamo tutti i cittadini di Collegno a partecipare al referendum e vi diamo due buone ragioni per farlo. Primo: la libertà è partecipazione. Secondo: puoi estraniarti dalla vita politica quanto vuoi, ma la politica continuerà lo stesso ad occuparsi di te! Al referendum del 12 e 13 giugno noi diciamo quattro Sì:
Sì, perché vogliamo impedire che si mobilitino delle risorse per la costruzione di dannose ed archeologiche centrali nucleari.
2 Sì, perché vogliamo che la gestione dell'acqua sia pubblica e non diventi oggetto di lucro dei privati.
Sì, perché tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.
Il 12 e 13 giungo vota Sì per dire NO!!!
ACQUA PUBBLICA 1 (scheda ROSSA)
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione
Il primo quesito sulla privatizzazione dell'acqua propone l'abrogazione dell'articolo 23 bis decreto legge del 25 giugno 2008, convertito in legge "con modifiche" il 6 agosto 2008, che stabilisce le forme di gestione delle aziende municipalizzate.
VOTIAMO Sì - perchè l'acqua è un BENE COMUNE
ACQUA PUBBLICA 2 (scheda GIALLA)Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma.
Il secondo quesito sull'acqua propone l'abrogazione parziale del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, "norme in materia ambientale", che garantisce una cospicua remunerazione ai privati che investono nelle aziende idriche.
VOTIAMO Sì - perchè è ingiusto regalare agli azionisti il 7% di profitto immeritato.
NUCLEARE 3 (scheda GRIGIA)
Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme.
Questo quesito propone l'abrogazione del decreto legge del 25 giugno 2008, convertito in legge "con modifiche" il 6 agosto dello stesso anno, che prevede la realizzazione in Italia di impianti di produzione di energia nucleare.
VOTIAMO Sì per dire NO all'assurdo ritorno italiano all'energia atomica.
LEGITTIMO IMPEDIMENTO (scheda VERDE CHIARO)
Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n.51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.
Il quarto quesito propone l'abrogazione della legge 7 aprile 2010, n.51 che consente al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri di autogiustificarsi per non comparire in udienza penale.
VOTIAMO Sì - perchè la legge è uguale per tutti, senza eccezioni!
oggi la Cassazione ha riconosciuto ai cittadini il diritto di scegliere se puntare sull'energia nucleare o sulle energie rinnovabili, se privatizzare il commercio dell'acqua e se esistano dei cittadini al di sopra della legge. Invitiamo tutti i cittadini di Collegno a partecipare al referendum e vi diamo due buone ragioni per farlo. Primo: la libertà è partecipazione. Secondo: puoi estraniarti dalla vita politica quanto vuoi, ma la politica continuerà lo stesso ad occuparsi di te! Al referendum del 12 e 13 giugno noi diciamo quattro Sì:
Sì, perché vogliamo impedire che si mobilitino delle risorse per la costruzione di dannose ed archeologiche centrali nucleari.
2 Sì, perché vogliamo che la gestione dell'acqua sia pubblica e non diventi oggetto di lucro dei privati.
Sì, perché tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.
Il 12 e 13 giungo vota Sì per dire NO!!!
ACQUA PUBBLICA 1 (scheda ROSSA)
Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione
Il primo quesito sulla privatizzazione dell'acqua propone l'abrogazione dell'articolo 23 bis decreto legge del 25 giugno 2008, convertito in legge "con modifiche" il 6 agosto 2008, che stabilisce le forme di gestione delle aziende municipalizzate.
VOTIAMO Sì - perchè l'acqua è un BENE COMUNE
ACQUA PUBBLICA 2 (scheda GIALLA)Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma.
Il secondo quesito sull'acqua propone l'abrogazione parziale del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006, "norme in materia ambientale", che garantisce una cospicua remunerazione ai privati che investono nelle aziende idriche.
VOTIAMO Sì - perchè è ingiusto regalare agli azionisti il 7% di profitto immeritato.
NUCLEARE 3 (scheda GRIGIA)
Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme.
Questo quesito propone l'abrogazione del decreto legge del 25 giugno 2008, convertito in legge "con modifiche" il 6 agosto dello stesso anno, che prevede la realizzazione in Italia di impianti di produzione di energia nucleare.
VOTIAMO Sì per dire NO all'assurdo ritorno italiano all'energia atomica.
LEGITTIMO IMPEDIMENTO (scheda VERDE CHIARO)
Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n.51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.
Il quarto quesito propone l'abrogazione della legge 7 aprile 2010, n.51 che consente al Presidente del Consiglio dei Ministri e ai Ministri di autogiustificarsi per non comparire in udienza penale.
VOTIAMO Sì - perchè la legge è uguale per tutti, senza eccezioni!
lunedì 9 maggio 2011
Assemblea degli iscritti 18 maggio 2011
Il gruppo di organizzazione del nostro circolo ha indetto una nuova assemblea degli iscritti mercoledì 18 maggio alle ore 21.00, che si terrà nella sede di via Bendini 11. Reputiamo sia importante che ogni compagno iscritto al partito collabori attivamente ai progetti del circolo, portando nuove idee di cui discutere insieme. Ognuno di noi è fondamentale per poter costruire un partito che cambi, finalmente, il deludente panorama politico attuale. A presto, compagni!
Elezioni amministrative
Nelle elezioni amministrative che si svolgeranno l'11 e il 12 maggio 2011, il circolo SEL Collengo sostiene la candidatura del compagno Ottavino Bertaglia, candidato al consiglio comunale nella lista Civica di centro-sinistra PIANEZZA E',a sostegno del candidato sindaco Giancarlo Torbazzi. Invitiamo nuovamente tutti i compagni di Pianezza a sostenere questo compagno e buon voto a tutti!
SEL Collegno
SEL Collegno
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