Molti ragazzi di Collegno, entrando ed uscendo dalla Scuola Media Gramsci, avranno modo d'incuriosirsi su una figura di uomo importante per Grugliasco e Collegno che è la loro piccola "patria". Questa mattina alla presenza dei sindaci di Collegno e Grugliasco, insieme alla famiglia Lorenzoni una piccola folla, sotto la pioggia di questa pazza primavera, ha partecipato con calore alla cerimonia dell'intitolazione proprio nei pressi della scuola. Il Sindaco di Collegno Silvana Accossato e quello di Grugliasco Roberto Montà hanno illustrato con le loro parole la figura di Franco Lorenzoni che è stato ricordato con parole semplici e affettuose dal figlio. Impegnato per lunghi anni nella vita politica e associativa di Collegno,
funzionario comunale, Lorenzoni venne eletto Sindaco di Grugliasco nel
1982, carica che ricoprì fino al gennaio del 1989 poco prima della sua
prematura scomparsa.
Cliccate qui, per visionare le immagini della cerimonia della dedica.
"Ci vuole cultura e struttura. Ci vuole un’organizzazione, radicata e flessibile, giovane e coraggiosa: un soggetto politico che si metta in rete con tutte le esperienze innovative, e che tessa il filo delle idee e delle passioni autentiche. " (dal Manifesto fondativo di Sinistra Ecologia Libertà)
sabato 20 aprile 2013
venerdì 19 aprile 2013
i nostri prossimi impegni politici
Care compagne e cari compagni,
Vi scriviamo per informarvi sui principali impegni politici dei prossimi giorni, in particolare quelli legati alle ricorrenze del 25 Aprile e del 1 Maggio.
Sabato 20 Aprile h. 09.30, Torino
Attivo degli iscritti della Federazione SEL Torino
Giovedì 25 Aprile h. 09.30, Collegno
Corteo per il 25 Aprile, ritrovo al cimitero, poi spostamento fronte sede Anpi, piazzale Avis per inizio corteo alle ore 10.00
Martedì 30 Aprile h. 20.00, Grugliasco
Celebrazione ricorrenza 68 Martiri di Collegno-Grugliasco, ritrovo presso il monumento alla resistenza di Grugliasco
Mercoledì 1 Maggio h. 09.00, Torino
Tradizionale corteo torinese del Primo Maggio, da Piazza Vittorio Veneto a Piazza S.Carlo. Partecipiamo allo spezzone provinciale di SEL.
A seguire come Circolo di Collegno stiamo contribuendo ad organizzare un pranzo degli iscritti, militanti e simpatizzanti, in collaborazione con i circoli di Venaria e Alpignano, che si svolgerà, probabilmente per il pranzo del !° Maggio, a Venaria, presso la sede Anpi. E' molto importante la presenza del maggior numero possibile di compagni, al fine della riuscita dell'evento.
Comunicate le vostre adesioni via mail. Grazie
Fraterni saluti
La segreteria SEL Collegno
Vi scriviamo per informarvi sui principali impegni politici dei prossimi giorni, in particolare quelli legati alle ricorrenze del 25 Aprile e del 1 Maggio.
Sabato 20 Aprile h. 09.30, Torino
Attivo degli iscritti della Federazione SEL Torino
presso la fabbrica delle E in corso Trapani 91/b a Torino
Per proseguire insieme la discussione sui nuovi scenari e le nuove sfide politiche che ci attendono nei prossimi mesi.
L'assemblea Nazionale di SEL ha deliberato un nuovo coordinamento e
un ordine del giorno sulla situazione politica che trovate qui http://seltorino.info/2013/04/16/nuovo-coordinamento-nazionale-di-sel-e-odg-del-13-aprile/
Sabato 20 Aprile h. 10.30, Collegno
Intitolazione del viale ciclopedonale e della piazzetta antistante la scuola media "Gramsci" a Franco Lorenzoni.
Mercoledì 24 Aprile h. 20.30, Torino
Fiaccolata per il 25 Aprile, ritrovo in Piazza Arbarello
Intitolazione del viale ciclopedonale e della piazzetta antistante la scuola media "Gramsci" a Franco Lorenzoni.
Mercoledì 24 Aprile h. 20.30, Torino
Fiaccolata per il 25 Aprile, ritrovo in Piazza Arbarello
Giovedì 25 Aprile h. 09.30, Collegno
Corteo per il 25 Aprile, ritrovo al cimitero, poi spostamento fronte sede Anpi, piazzale Avis per inizio corteo alle ore 10.00
Martedì 30 Aprile h. 20.00, Grugliasco
Celebrazione ricorrenza 68 Martiri di Collegno-Grugliasco, ritrovo presso il monumento alla resistenza di Grugliasco
Mercoledì 1 Maggio h. 09.00, Torino
Tradizionale corteo torinese del Primo Maggio, da Piazza Vittorio Veneto a Piazza S.Carlo. Partecipiamo allo spezzone provinciale di SEL.
A seguire come Circolo di Collegno stiamo contribuendo ad organizzare un pranzo degli iscritti, militanti e simpatizzanti, in collaborazione con i circoli di Venaria e Alpignano, che si svolgerà, probabilmente per il pranzo del !° Maggio, a Venaria, presso la sede Anpi. E' molto importante la presenza del maggior numero possibile di compagni, al fine della riuscita dell'evento.
Comunicate le vostre adesioni via mail. Grazie
Fraterni saluti
La segreteria SEL Collegno
Circolo Sinistra Ecologia Libertà di CollegnoVia Bendini, 11
10093 Collegno (TO)
3423783595
selcollegno.blogspot.com
sel.collegno@live.it

10093 Collegno (TO)
3423783595
selcollegno.blogspot.com
sel.collegno@live.it
mercoledì 17 aprile 2013
martedì 16 aprile 2013
Attivo degli iscritti - Secondo Tempo - Ricomincio da TRE
Care compagne e cari compagni,
L'attivo degli iscritti è convocato
presso la fabbrica delle E in corso Trapani 91/b a Torino
Sabato 20 Aprile alle ore 9.30
Per proseguire insieme la discussione sui nuovi scenari e le nuove sfide politiche che ci attendono nei prossimi mesi.
L'assemblea Nazionale di SEL ha deliberato un nuovo coordinamento e un ordine del giorno sulla situazione politica.
Componenti coordinamento nazionale:
Nichi Vendola – Presidente SEL.
Paolo Cento,
Cecilia D’Elia,
Elettra Deiana,
Dino Di Palma,
Mariateresa Diriso,
Francesco Ferrara,
Francesco Forgione,
Marco Fumagalli,
Marco Furfaro,
Cathy La Torre,
Tino Magni,
Francesco Martone,
Sonia Pellizzari,
Betta Piccolotti,
Daniela Santroni.
Invitati: Gennaro Migliore (capogruppo alla Camera) e Loredana De Petris, Maria Luisa Boccia, Fabio Mussi.
L’Assemblea Nazionale ha anche adottato un ordine del giorno sulla situazione politica scaricate qui odg13042013.
La federazione di Torino aderisce alla manifestazione regionale indetta da CGIL CISL e UIL su sanità, welfare, trasporti, casa e formazione del 18 Aprile con ritrovo ore 9,30 davanti a Porta Susa. Partecipate numerosi.
domenica 14 aprile 2013
mercoledì 20 febbraio 2013
Uso sostenibile del territorio. Dalle politiche locali alle scelte di Governo
Martedì 19 febbraio alle ore 21.00
presso la Sala delle Tessitrici del Villaggio Leumann a Collegno si è
tenuta una riunione aperta al pubblico per la presentazione delle proposte programmatiche da parte dei candidati di SEL al Parlamento:
- Michele Curto – consigliere comunale di Torino, coordinatore provinciale SEL;
- Carla Mattioli – ex sindaco di Avigliana;
- Giovanni Calissi (Vanni) – ex RSU Fiom CGIL Elbi, attivista NO-TAV.
Ha introdotto la serata Enrico Manfredi, coordinatore del circolo SEL di Collegno ed ha moderato Massimiliano Borgia, giornalista di Luna Nuova bisettimanale diffuso principalmente nella zona ovest di Torino e Valle di Susa. Il tutto nell’ambito di un convegno con tema “USO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO – DALLE POLITICHE LOCALI ALLE SCELTE DI GOVERNO”.
Enrico Manfredi ha ripercorso la storia recente del Comune di Collegno in cui sono avvenute notevoli vicende di delocalizzazioni di imprese dalle vecchie sedi (Elbi ad esempio) insistenti nel tessuto urbano alla nuova zona industriale dislocata su terreni agricoli di alto valore colturale che, di conseguenza, sono stati sottratti alla loro vocazione agricola per essere cementificati. Nella stessa zona sono stati costruiti ben 4 grossi centri commerciali, l’ultimo dei quali l’IKEA ha contribuito quantomeno alla risoluzione di un notevole problema collegnese, infatti con gli oneri di urbanizzazione rivenienti dalla società svedese è stato costruito l’attesissimo secondo porte sul fiume Dora Riparia che ha permesso un notevole spostamento del traffico automobilistico dai quartieri Centro Storico e Basse Dora con diminuzione sensibile dell’inquinamento atmosferico ed acustico di quelle zone che hanno così beneficiato di un miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti. L’impatto ambientale del nuovo ponte è stato comunque ridotto in quanto esso insiste in una zona non particolarmente importante dal punto di vista agricolo. Ora occorre mettere mano ad un nuovo Piano Regolatore Comunale che vada nella direzione del riutilizzo e riqualificazione del costruito (area ex Fonderie Mandelli) senza quindi andare ad invadere ulteriori aree naturali, preservando il Campo Volo con la trasformazione dello stesso in parco pubblico.
Giovanni Calissi, evidenziando la sua militanza NO-TAV, ha stigmatizzato lo spreco di denaro pubblico che si consuma alle spalle dei cittadini e a danno delle popolazioni della Valle di Susa, il cui territorio sarà sconvolto e consumato in maniera traumatica, qualora il progetto venga portato a termine.
Riallacciandosi a questi ragionamenti Carla Mattioli ha raccontato la sua esperienza di Sindaco di Avigliana che partendo da quanto fatto dalle precedenti amministrazioni ha curato particolarmente l’incentivazione delle ristrutturazioni delle abitazioni esistenti, utilizzando al meglio le previste detrazioni fiscali. In alcuni casi si è coinvolta la popolazione, consultandola, come è avvenuto nella frazione Drubiaglio, per la sistemazione e progettazione di una nuova piazza, punto di aggregazione sociale che ne riqualificherà la vivibilità.
L’intervento di Michele Curto ha evidenziato il problema, molto sentito a Torino, della necessità di procurare un’abitazione a chi ha perso improvvisamente il reddito a causa della crisi economica, utilizzando le abitazioni di proprietà pubblica già presenti ed al momento inutilizzate in luogo degli estemporanei affitti di stanze d’albergo costose per la comunità. Michele ha evidenziato il fatto che nei recenti interventi urbanistici il Comune di Torino riconvertendo ex zone industriali in zone residenziali non ha nel contempo fornito quelle zone (spina 3) dei servizi sociali di quartiere come scuole, asili e luoghi di aggregazione sociale, snaturando nei fatti quanto sostenuto nella teoria della presunta riqualificazione ambientale. Secondo Curto occorre intervenire nel settore immobiliare, spesso in mano a privati e banche che tengono sfitti gli alloggi, con una tassazione progressiva che colpisca di più chi più possiede o incentivando, con un tassazione ridotta, la collocazione sul mercato degli affitti. Le case ci sono non occorre costruirne altre continuando a consumare suolo.
Dal folto pubblico presente sono giunte ai relatori alcune domande, significativa quella del Senatore Manzi che ha evidenziato quanto poco contrasto politico si sia fatto nei confronti del movimento 5 stelle di Grillo che, a parte il particolare uso delle masse, si è di recente avvicinato alla destra di Casa Pound in maniera pericolosa per il futuro democratico della Nazione.
- Michele Curto – consigliere comunale di Torino, coordinatore provinciale SEL;
- Carla Mattioli – ex sindaco di Avigliana;
- Giovanni Calissi (Vanni) – ex RSU Fiom CGIL Elbi, attivista NO-TAV.
Ha introdotto la serata Enrico Manfredi, coordinatore del circolo SEL di Collegno ed ha moderato Massimiliano Borgia, giornalista di Luna Nuova bisettimanale diffuso principalmente nella zona ovest di Torino e Valle di Susa. Il tutto nell’ambito di un convegno con tema “USO SOSTENIBILE DEL TERRITORIO – DALLE POLITICHE LOCALI ALLE SCELTE DI GOVERNO”.
Enrico Manfredi ha ripercorso la storia recente del Comune di Collegno in cui sono avvenute notevoli vicende di delocalizzazioni di imprese dalle vecchie sedi (Elbi ad esempio) insistenti nel tessuto urbano alla nuova zona industriale dislocata su terreni agricoli di alto valore colturale che, di conseguenza, sono stati sottratti alla loro vocazione agricola per essere cementificati. Nella stessa zona sono stati costruiti ben 4 grossi centri commerciali, l’ultimo dei quali l’IKEA ha contribuito quantomeno alla risoluzione di un notevole problema collegnese, infatti con gli oneri di urbanizzazione rivenienti dalla società svedese è stato costruito l’attesissimo secondo porte sul fiume Dora Riparia che ha permesso un notevole spostamento del traffico automobilistico dai quartieri Centro Storico e Basse Dora con diminuzione sensibile dell’inquinamento atmosferico ed acustico di quelle zone che hanno così beneficiato di un miglioramento delle condizioni di vita degli abitanti. L’impatto ambientale del nuovo ponte è stato comunque ridotto in quanto esso insiste in una zona non particolarmente importante dal punto di vista agricolo. Ora occorre mettere mano ad un nuovo Piano Regolatore Comunale che vada nella direzione del riutilizzo e riqualificazione del costruito (area ex Fonderie Mandelli) senza quindi andare ad invadere ulteriori aree naturali, preservando il Campo Volo con la trasformazione dello stesso in parco pubblico.
Giovanni Calissi, evidenziando la sua militanza NO-TAV, ha stigmatizzato lo spreco di denaro pubblico che si consuma alle spalle dei cittadini e a danno delle popolazioni della Valle di Susa, il cui territorio sarà sconvolto e consumato in maniera traumatica, qualora il progetto venga portato a termine.
Riallacciandosi a questi ragionamenti Carla Mattioli ha raccontato la sua esperienza di Sindaco di Avigliana che partendo da quanto fatto dalle precedenti amministrazioni ha curato particolarmente l’incentivazione delle ristrutturazioni delle abitazioni esistenti, utilizzando al meglio le previste detrazioni fiscali. In alcuni casi si è coinvolta la popolazione, consultandola, come è avvenuto nella frazione Drubiaglio, per la sistemazione e progettazione di una nuova piazza, punto di aggregazione sociale che ne riqualificherà la vivibilità.
L’intervento di Michele Curto ha evidenziato il problema, molto sentito a Torino, della necessità di procurare un’abitazione a chi ha perso improvvisamente il reddito a causa della crisi economica, utilizzando le abitazioni di proprietà pubblica già presenti ed al momento inutilizzate in luogo degli estemporanei affitti di stanze d’albergo costose per la comunità. Michele ha evidenziato il fatto che nei recenti interventi urbanistici il Comune di Torino riconvertendo ex zone industriali in zone residenziali non ha nel contempo fornito quelle zone (spina 3) dei servizi sociali di quartiere come scuole, asili e luoghi di aggregazione sociale, snaturando nei fatti quanto sostenuto nella teoria della presunta riqualificazione ambientale. Secondo Curto occorre intervenire nel settore immobiliare, spesso in mano a privati e banche che tengono sfitti gli alloggi, con una tassazione progressiva che colpisca di più chi più possiede o incentivando, con un tassazione ridotta, la collocazione sul mercato degli affitti. Le case ci sono non occorre costruirne altre continuando a consumare suolo.
Dal folto pubblico presente sono giunte ai relatori alcune domande, significativa quella del Senatore Manzi che ha evidenziato quanto poco contrasto politico si sia fatto nei confronti del movimento 5 stelle di Grillo che, a parte il particolare uso delle masse, si è di recente avvicinato alla destra di Casa Pound in maniera pericolosa per il futuro democratico della Nazione.
domenica 24 giugno 2012
DOPO LE ELEZIONI IN GRECIA, L'EUROPA NON E' SALVA
Poche altre volte, nella storia, è capitato che i cittadini di un intero continente seguissero con tanta apprensione ogni singolo passaggio di una vicenda elettorale. E’ accaduto in Europa, nascondere l’ansia per gli ultimi risvolti della vicenda greca è stato praticamente impossibile. Per cui, riflettori puntati sulla Grecia. Eccoci là, eccoci incollati alla tv, agli smartphone o ai tablet per conoscere l’esito di quel “rigore” imposto alla popolazione greca – i cui effetti, in verità, dovrebbero essere ben noti.
Nea Dimokratia ha vinto le elezioni greche. Un sospiro di sollievo percorre mari e Monti, i mercati esultano, gli scommettitori della finanza brindano e noi cittadini europei assieme a loro – del resto è ad essi che abbiamo affidato le sorti della nostra economia, no?
Dunque la Grecia rimarrà nell’Euro alle condizioni della Troika, la sua permanenza nella moneta unica sembra aver scongiurato una volta per tutte le paure di un (eventuale) «effetto domino» sulle altre economie europee che una (eventuale) fuoriuscita dall’Eurozona avrebbe provocato, il capro espiatorio del dramma europeo potrà continuare a rimanere tale.
Il dibattito sulla questione greca è stato per lo più alimentato da falsi miti. Le elezioni greche sono state interpretate dall’opinione pubblica internazionale come un referendum sulla moneta unica, con Alex Tspiras sul banco degli imputati quale incosciente fautore del ritorno alla Dracma. Non è esatto: Tspiras ha anzi ribadito più di una volta il sentimento europeista del suo Paese, lamentando semmai che il cammino intrapreso da questa Europa non è quello giusto.
Tspiras non intendeva affatto sottolineare il peso ingombrante della moneta unica, invocandone l’uscita. Solo, il leader di Syriza si è riservato di denunciare quanto l’austerity stesse facendo male al suo Paese e quanti pochi benefici stesse portando alle economie dell’Eurozona. Intervistato dal Guardian, Tspiras ha sottolineato la necessità di rinegoziare quel ‘memorandum’ che Bruxelles ha imposto alla Grecia, affermando che “il popolo greco ha bisogno di un urgente programma di riforme che supportino la crescita, la creazione di posti di lavoro e gli investimenti”, una serie di misure finalizzate a stimolare l’economia greca “per poter pagare il debito e riformare ogni aspetto della vita, dal sistema sanitario al settore pubblico”. Niente di più diverso da quanto lasciato trasparire dalla stragrande maggioranza della stampa internazionale, insomma.
Amputare una gamba per curare un raffreddore. Questa sembra divenuta la prassi, in Europa. E non è solo una metafora. L’Unione Europea miope lo è divenuta davvero, sia nella diagnosi del malato greco sia nella capacità di definire se stessa e i suoi limiti.
Spesso non ce ne rendiamo conto, ma la Grecia sta male davvero. Il reddito pro capite medio dei cittadini greci è diminuito di circa il 30% dall’inizio della recessione mentre il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 23%. Nella più ottimistica delle previsioni, il prossimo anno il debito pubblico dovrebbe assestarsi al 161% del Pil nazionale. Le imprese falliscono o scappano all’estero, i dipendenti greci lavorano in media 2120 ore all’anno (molto più dei tedeschi, per la cronaca) ma hanno vacanze più corte della media europea (fonte: Sbilanciamoci.info).
Ma il capitolo più drammatico della tragedia greca riguarda sicuramente il settore sanitario – questione di cui troppo poco si parla, a dire il vero. Nonostante i consistenti tagli al settore, lo Stato deve circa 750 milioni ai farmacisti. Soltanto ad Atene sono state chiuse 120 farmacie e almeno 300 sono i farmaci non più trovabili sugli scaffali. Gli ospedali non ricevo finanziamenti sufficienti, le famiglie sono costrette a portare con sé materiali di prima necessità per i propri familiari ricoverati nelle strutture pubbliche, i pazienti affetti da cancro non possono permettersi di sostenere il peso economico delle cure.
Insomma: l’Unione Europea non sta curando il paziente, lo sta letteralmente uccidendo. “Health” e “Wealth” sono due concetti che non appartengono più all’Europa, purtroppo è un dato di fatto. Noi pensiamo che una crisi non si può combattere attingendo a quelle risorse che dovrebbero essere destinate a settori di vitale importanza quale la sanità e il welfare.
Quindi no, l’Europa non è “salva”.
E' possibile effettuare una donazione per sostenere le popolazioni colpite dal sisma in Emilia Romagna:
Unipol Banca - Iban IT76H0312702405000000002308
Intestato a :"Emergenza Terremoto SEL Emilia Romagna"
causale: Terremoto Emilia Romagna 2012.
Dunque la Grecia rimarrà nell’Euro alle condizioni della Troika, la sua permanenza nella moneta unica sembra aver scongiurato una volta per tutte le paure di un (eventuale) «effetto domino» sulle altre economie europee che una (eventuale) fuoriuscita dall’Eurozona avrebbe provocato, il capro espiatorio del dramma europeo potrà continuare a rimanere tale.
Il dibattito sulla questione greca è stato per lo più alimentato da falsi miti. Le elezioni greche sono state interpretate dall’opinione pubblica internazionale come un referendum sulla moneta unica, con Alex Tspiras sul banco degli imputati quale incosciente fautore del ritorno alla Dracma. Non è esatto: Tspiras ha anzi ribadito più di una volta il sentimento europeista del suo Paese, lamentando semmai che il cammino intrapreso da questa Europa non è quello giusto.
Tspiras non intendeva affatto sottolineare il peso ingombrante della moneta unica, invocandone l’uscita. Solo, il leader di Syriza si è riservato di denunciare quanto l’austerity stesse facendo male al suo Paese e quanti pochi benefici stesse portando alle economie dell’Eurozona. Intervistato dal Guardian, Tspiras ha sottolineato la necessità di rinegoziare quel ‘memorandum’ che Bruxelles ha imposto alla Grecia, affermando che “il popolo greco ha bisogno di un urgente programma di riforme che supportino la crescita, la creazione di posti di lavoro e gli investimenti”, una serie di misure finalizzate a stimolare l’economia greca “per poter pagare il debito e riformare ogni aspetto della vita, dal sistema sanitario al settore pubblico”. Niente di più diverso da quanto lasciato trasparire dalla stragrande maggioranza della stampa internazionale, insomma.
Amputare una gamba per curare un raffreddore. Questa sembra divenuta la prassi, in Europa. E non è solo una metafora. L’Unione Europea miope lo è divenuta davvero, sia nella diagnosi del malato greco sia nella capacità di definire se stessa e i suoi limiti.
Spesso non ce ne rendiamo conto, ma la Grecia sta male davvero. Il reddito pro capite medio dei cittadini greci è diminuito di circa il 30% dall’inizio della recessione mentre il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 23%. Nella più ottimistica delle previsioni, il prossimo anno il debito pubblico dovrebbe assestarsi al 161% del Pil nazionale. Le imprese falliscono o scappano all’estero, i dipendenti greci lavorano in media 2120 ore all’anno (molto più dei tedeschi, per la cronaca) ma hanno vacanze più corte della media europea (fonte: Sbilanciamoci.info).
Ma il capitolo più drammatico della tragedia greca riguarda sicuramente il settore sanitario – questione di cui troppo poco si parla, a dire il vero. Nonostante i consistenti tagli al settore, lo Stato deve circa 750 milioni ai farmacisti. Soltanto ad Atene sono state chiuse 120 farmacie e almeno 300 sono i farmaci non più trovabili sugli scaffali. Gli ospedali non ricevo finanziamenti sufficienti, le famiglie sono costrette a portare con sé materiali di prima necessità per i propri familiari ricoverati nelle strutture pubbliche, i pazienti affetti da cancro non possono permettersi di sostenere il peso economico delle cure.
Insomma: l’Unione Europea non sta curando il paziente, lo sta letteralmente uccidendo. “Health” e “Wealth” sono due concetti che non appartengono più all’Europa, purtroppo è un dato di fatto. Noi pensiamo che una crisi non si può combattere attingendo a quelle risorse che dovrebbero essere destinate a settori di vitale importanza quale la sanità e il welfare.
Quindi no, l’Europa non è “salva”.
E' possibile effettuare una donazione per sostenere le popolazioni colpite dal sisma in Emilia Romagna:
Unipol Banca - Iban IT76H0312702405000000002308
Intestato a :"Emergenza Terremoto SEL Emilia Romagna"
causale: Terremoto Emilia Romagna 2012.
lunedì 18 giugno 2012
REDDITO MINIMO GARANTITO, PARTE LA RACCOLTA FIRME
Finalmente ci siamo. Una legge d’iniziativa popolare per l’istituzione del reddito minimo garantito, realizzata grazie alla collaborazione con il Bin – basic incombe network, connessa alla campagna europea che probabilmente partirà a settembre. Un passaggio importante sul piano delle cose concrete da fare oggi. Un passaggio fondamentale di cultura politica che sceglie il terreno della precarietà esistenziale come nodo decisivo della crisi occidentale e della società italiana. Lo scopo principale della legge è quello di realizzare una campagna che ponga al centro il contrasto alla marginalità e un’attenzione forte a come garantire la dignità della persona e favorire la cittadinanza attraverso l’inclusione sociale.
In una condizione di tragedia economica come quella attuale, con i livelli di precarizzazione selvaggia e di disoccupazione di massa, soprattutto dei più giovani, il reddito può essere una risposta, una possibilità di scelta, di rivendicazione di autonomia e futuro. Con il reddito minimo scegliamo un punto di vista, quello di chi è maggiormente escluso a partire dalla condizione di genere e generazionale.
Siamo tra i pochissimi Paesi europei a non avere alcuna forma di tutela di ultima istanza. Siamo persino inadempienti rispetto all’articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. La riforma Fornero peggiora ulteriormente questa condizione. Non solo. La riforma tende a generalizzare la condizione di precarietà e la ministra ai tagli e alla disoccupazione di massa allude persino all’azzeramento delle tutele presso la pubblica amministrazione.
Il reddito minimo è un argine contro il lavoro nero, il lavoro sottopagato e la negazione delle professionalità e della formazione acquisita. Significa in buona sostanza non vendersi sul mercato del lavoro alle peggiori condizioni possibili. Da argine può diventare un paradigma. Per questo il disegno di legge propone tre deleghe al governo sul riordino della spesa assistenziale, gli ammortizzatori sociali e l’istituzione del salario minimo garantito capace di determinare il compenso orario minimo applicabile a tutti i rapporti aventi ad oggetto una prestazione lavorativa. Il reddito minimo può essere un grimaldello con cui ridisegnare le politiche attive del lavoro, i processi formativi e la generalizzazione del welfare.
Partiamo da subito con la raccolta di migliaia di firme, apriamo comitati a sostegno della legge ovunque sia possibile con chiunque abbia voglia di condividere questa battaglia. Supportiamo con tutte le nostre energie i ragazzi e le ragazze di Tilt con i quali abbiamo collaborato e che saranno l’anima e il corpo di questa iniziativa.
scarica qui il testo della proposta di legge popolare!
http://www.sinistraecologialiberta.it/pdf/PdL_Redditominimogarantito.pdf
E' possibile effettuare una donazione per sostenere le popolazioni colpite dal sisma in Emilia Romagna:
Unipol Banca - Iban IT76H0312702405000000002308
Intestato a :"Emergenza Terremoto SEL Emilia Romagna"
causale: Terremoto Emilia Romagna 2012.
In una condizione di tragedia economica come quella attuale, con i livelli di precarizzazione selvaggia e di disoccupazione di massa, soprattutto dei più giovani, il reddito può essere una risposta, una possibilità di scelta, di rivendicazione di autonomia e futuro. Con il reddito minimo scegliamo un punto di vista, quello di chi è maggiormente escluso a partire dalla condizione di genere e generazionale.
Siamo tra i pochissimi Paesi europei a non avere alcuna forma di tutela di ultima istanza. Siamo persino inadempienti rispetto all’articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. La riforma Fornero peggiora ulteriormente questa condizione. Non solo. La riforma tende a generalizzare la condizione di precarietà e la ministra ai tagli e alla disoccupazione di massa allude persino all’azzeramento delle tutele presso la pubblica amministrazione.
Il reddito minimo è un argine contro il lavoro nero, il lavoro sottopagato e la negazione delle professionalità e della formazione acquisita. Significa in buona sostanza non vendersi sul mercato del lavoro alle peggiori condizioni possibili. Da argine può diventare un paradigma. Per questo il disegno di legge propone tre deleghe al governo sul riordino della spesa assistenziale, gli ammortizzatori sociali e l’istituzione del salario minimo garantito capace di determinare il compenso orario minimo applicabile a tutti i rapporti aventi ad oggetto una prestazione lavorativa. Il reddito minimo può essere un grimaldello con cui ridisegnare le politiche attive del lavoro, i processi formativi e la generalizzazione del welfare.
Partiamo da subito con la raccolta di migliaia di firme, apriamo comitati a sostegno della legge ovunque sia possibile con chiunque abbia voglia di condividere questa battaglia. Supportiamo con tutte le nostre energie i ragazzi e le ragazze di Tilt con i quali abbiamo collaborato e che saranno l’anima e il corpo di questa iniziativa.
scarica qui il testo della proposta di legge popolare!
http://www.sinistraecologialiberta.it/pdf/PdL_Redditominimogarantito.pdf
E' possibile effettuare una donazione per sostenere le popolazioni colpite dal sisma in Emilia Romagna:
Unipol Banca - Iban IT76H0312702405000000002308
Intestato a :"Emergenza Terremoto SEL Emilia Romagna"
causale: Terremoto Emilia Romagna 2012.
lunedì 11 giugno 2012
LA SFIDA DI VENDOLA: PRIMARIE DI COALIZIONE VERE E APERTE
intervista a Nichi Vendola di Andrea Carugati, l'Unità 07/06/2012
Nichi Vendola è molto irritato con il Pd. Anche con Bersani, nonostante il rapporto tra i due segretari sia solido. Il leader di Sel ha investito sul rapporto con questo Pd a trazione bersaniana, nella scommessa di costruire un nuovo centrosinistra e, in nome di questo obiettivo, si è più volte tenuto a freno nelle critiche all’alleato.
Non ieri, quando ha sparato a zero insieme a Di Pietro sulle nomine nelle authority, condivise dal Pd: «Una ferita che rende meno credibile l’alternativa e apre scenari problematici anche per eventuali coalizioni ». Alla buvette di Montecitorio, è ancora più esplicito: «Se continuano così io non riesco a reggere un altro anno, la gente è imbufalita, ci chiede di essere diversi anche nei comportamenti e loro fanno queste figure...». L’altro tema che appensantisce i rapporti è quello delle primarie. Da due anni il leader di Sel si candida per guidare il centrosinistra, «ma da mesi mi sono imposto di non parlare più di primarie per non passare da disturbatore...».
Ora però che Bersani ha aperto a questa prospettiva, Vendola è sospettoso. Primarie del Pd o di coalizione? Il margine di ambiguità lasciato finora dal leader democratico non rassicura. E così il presidente della Puglia ribadisce: «Se ci saranno le primarie della coalizione mi candiderò». Toni ancora morbidi, in attesa della relazione di Bersani domani alla direzione Pd. Da cui Vendola si aspetta parole chiare.
Pronto a far partire un «fuoco di sbarramento» nel caso in cui i democratici decidessero per una competizione interna al partito. «Non si illudano che noi poi ci si adegui», spiega un fedelissimo del governatore. «Fare primarie di partito sarebbe un atto di guerra, questo è il momento di aprirci alla società, non di curare i rapporti tra le correnti del Pd». E ancora: «Se insistono sull’autosufficienza, non contino sul fatto che noi si possa accettare una “separazione consensuale”, come nel 2008 tra Bertinotti e Veltroni». Vendola esclude è di entrare nel Pd per partecipare alle primarie: «Non voglio essere annesso...».
Esclude anche un’eventuale rimozione dell’orecchino, nella corsa per le primarie o anche dopo, in caso di vittoria. «Toglierlo? Mai».E snocciola i punti chiave del suo programma da candidato: reddito di cittadinanza, smontaggio della riforma Gelmini sulla scuola e una «patrimoniale sulle grandi ricchezze».
E' possibile effettuare una donazione per sostenere le popolazioni colpite dal sisma in Emilia Romagna:
Unipol Banca - Iban IT76H0312702405000000002308
Intestato a :"Emergenza Terremoto SEL Emilia Romagna"
causale: Terremoto Emilia Romagna 2012.
Non ieri, quando ha sparato a zero insieme a Di Pietro sulle nomine nelle authority, condivise dal Pd: «Una ferita che rende meno credibile l’alternativa e apre scenari problematici anche per eventuali coalizioni ». Alla buvette di Montecitorio, è ancora più esplicito: «Se continuano così io non riesco a reggere un altro anno, la gente è imbufalita, ci chiede di essere diversi anche nei comportamenti e loro fanno queste figure...». L’altro tema che appensantisce i rapporti è quello delle primarie. Da due anni il leader di Sel si candida per guidare il centrosinistra, «ma da mesi mi sono imposto di non parlare più di primarie per non passare da disturbatore...».
Ora però che Bersani ha aperto a questa prospettiva, Vendola è sospettoso. Primarie del Pd o di coalizione? Il margine di ambiguità lasciato finora dal leader democratico non rassicura. E così il presidente della Puglia ribadisce: «Se ci saranno le primarie della coalizione mi candiderò». Toni ancora morbidi, in attesa della relazione di Bersani domani alla direzione Pd. Da cui Vendola si aspetta parole chiare.
Pronto a far partire un «fuoco di sbarramento» nel caso in cui i democratici decidessero per una competizione interna al partito. «Non si illudano che noi poi ci si adegui», spiega un fedelissimo del governatore. «Fare primarie di partito sarebbe un atto di guerra, questo è il momento di aprirci alla società, non di curare i rapporti tra le correnti del Pd». E ancora: «Se insistono sull’autosufficienza, non contino sul fatto che noi si possa accettare una “separazione consensuale”, come nel 2008 tra Bertinotti e Veltroni». Vendola esclude è di entrare nel Pd per partecipare alle primarie: «Non voglio essere annesso...».
Esclude anche un’eventuale rimozione dell’orecchino, nella corsa per le primarie o anche dopo, in caso di vittoria. «Toglierlo? Mai».E snocciola i punti chiave del suo programma da candidato: reddito di cittadinanza, smontaggio della riforma Gelmini sulla scuola e una «patrimoniale sulle grandi ricchezze».
E' possibile effettuare una donazione per sostenere le popolazioni colpite dal sisma in Emilia Romagna:
Unipol Banca - Iban IT76H0312702405000000002308
Intestato a :"Emergenza Terremoto SEL Emilia Romagna"
causale: Terremoto Emilia Romagna 2012.
lunedì 4 giugno 2012
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA CACCIA A TORINO E RACCOLTA FONDI PER LE ZONE COLPITE DAL SISMA
È stata indetta per il 3 giugno 2012 la Manifestazione Nazionale per protestare contro la decisione presa, dal Consiglio Regionale del Piemonte e dalla Giunta presieduta dal Presidente Roberto Cota, di abrogare la Legge sulla Caccia e la relativa abolizione del referendum. La decisione è stata presa in modo deciso, nonostante da tempo volontari e associazioni stessero lavorando per informare la popolazione del Piemonte sulla necessità di andare a votare per il referendum.
La motivazione avanzata dal Consiglio Regionale è da identificarsi con la crisi economica attuale, liquidando il referendum come uno spreco di soldi e non come un’espressione insindacabile dell’opinione pubblica. L’argomento piuttosto caldo ha visto le due fazioni interloquire in modo fitto per mesi, senza mai raggiungere una linea di condotta e un dialogo comune. Nonostante le proposte avanzate dal Comitato Referendario, di accorpare il voto con le elezioni amministrative, il Presidente di Regione ha preferito annullare il tutto ignorando il Comitato.
Grazie all’inserimento di un articolo all’interno della legge finanziaria regionale, che ha condizionato l’abrogazione della normativa oggetto del referendum e l’introduzione di una nuova disciplina che rimanda alla legge nazionale (157/92) che ne colma momentaneamente il vuoto legislativo, il referendum abrogativo è diventato di fatto superfluo. Questo tipo di scelta non è anticostituzionale, ma è prevista dalla legge stessa 352/70: modificando la normativa oggetto in linea con il quesito proposto, rende di fatto nulla la necessità referendaria. In questo caso è stata chiamata a decidere la Commissione di Garanzia del Piemonte, la quale si è espressa a favore dell’annullamento del Referendum confermando la richiesta della Giunta.
Il Comitato promotore del referendum non ci sta ed ha organizzato la Manifestazione con l’occasione di puntare i riflettori su questa mancata espressione popolare, e la difficoltà di modificare una legge contro la quale il dialogo è forte sin dal 1987. Come spiega Roberto Piana del Comitato promotore e vicepresidente della Lac (Lega per l’abolizione della caccia):
"Sarà una manifestazione per la democrazia. Intanto abbiamo previsto due strade legali, il ricorso al Tar e la richiesta di scioglimento del Consiglio regionale in base all’articolo 126 della costituzione per gravi violazioni di legge".
Per partecipare alla Manifestazione, l’appuntamento è a Torino il 3 giugno 2012 alle ore 15,30 con un concentramento dalle 14.30 in corso Bolzano 30, a 100 metri da Porta Susa.
E' possibile effettuare una donazione per sostenere le popolazioni colpite dal sisma in Emilia Romagna:
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